Il playground comunale di piazzale Michele Serratore senior – arena che ospita il popolare torneo estivo Peppino Tosarello – è sempre chiuso, con i canestri messi mestamente a terra, posti su un prato. Una desolazione completa. A Latina non viene usato un campo da gioco all’aperto adatto per pallacanestro con tanto di illuminazione e tribune.
Il cancello chiuso è inquietante, si toglie a tanti ragazzi e ragazze la possibilità di potersi divertire nel pomeriggio con lo streetball, sport nato negli Stati Uniti dove ci si riunisce nei campetti sparsi in ogni angolo.

Nello streetball si usa una sola metà del campo, senza limiti di tempo. Le partite possono durare pochi minuti come ore. Le regole sono quelle di restituire la palla a chi segna il canestro, non contare il numero di falli commessi da un giocatore, non assegnare “tiri liberi” in seguito ad un fallo subito. Il numero dei partecipanti può variare da due – uno che difende ed uno che attacca (noto come “uno contro uno”) – fino a una partita completa di cinque giocatori per squadra. Il “tre contro tre “ è il più diffuso, tanto da diventare uno sport olimpico già nel 2020 a Tokio.

A Latina tutti i migliori cestisti e cestiste sono cresciuti tecnicamente giocando ore ed ore sui campetti, playground presenti nelle scuole e negli oratori. Il più bello e funzionale è proprio quello vicino lo stadio Francioni – dove si gioca il Tosarello – ma è “vietato” a tutti, senza un valido motivo.

Paolo Iannuccelli

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