Un momento dell’assemblea di oggi

Un’assemblea partecipata, quella di stamattina a Latina Ambiente, durante la quale la curatela fallimentare della società ha spiegato agli operai come si muoverà in questi ultimi tre mesi di esercizio.

Il nodo cruciale della mattinata è stato, come ci si poteva aspettare, sulla questione della tutela dei livelli occupazionali nel passaggio nella nuova Abc, l’azienda speciale del Comune che subentrerà a Latina Ambiente nel servizio di igiene urbana a partire da gennaio 2018.

Le assunzioni nella nuova ditta saranno garantite o no? A questa domanda i curatori fallientari non hanno potuto stamattina e non potranno rispondere, perché si tratta di una decisione che dovrà prendere l’amministrazione comunale. Quel che invece si sa è come si comporteranno loro: metteranno in vendita il ramo aziendale che comprende le maestranze della Latina Ambiente, inserendo la tutela prevista dall’articolo 6 del contratto nazionale e, se il Comune le acquisterà, i lavoratori che oggi hanno un contratto a tempo indeterminato saranno salvi. Una proposta lanciata un mese fa da Cgil, Cisl e Uil in un incontro con il Comune e che, giorni fa, aveva rilanciato anche la Cisl con una nota ufficiale.

Diverso il discorso per i precari, che invece in entrambi i casi non avranno alcuna garanzia di assunzione e, per forza di cose, dovranno passare per un avviso pubblico.

I curatori fallimentari, proprio in questi giorni, stanno operando una stima del valore del ramo aziendale che comprende gli operai, così come per il resto del patrimonio aziendale: il prezzo che sarà fissato è in via di definizione e non è quindi ancora noto. Non c’è alcuna certezza però sull’acquisto da parte del Comune di Latina che, sebbene abbia più volte palesato l’intenzione di tutelare i posti di lavoro, potrebbe non avere la possibilità di assumere il personale senza bando pubblico.

E’ in questo contesto, ancora incerto, nonostante la trasparenza mostrata dalla curatela fallimentare, che si inserisce la protesta dei sindacati. Le sigle Usb e Filas, infatti, lanciano un ultimatum al sindaco Damiano Coletta: “Stiamo elaborando una lettera in cui chiediamo al primo cittadino una convocazione entro cinque giorni. Ci servono risposte, garanzie scritte e certezze: i lavoratori – afferma Emanuele Foresti, rappresentante del Filas – quelli fissi, così come i precari, hanno il diritto di sapere se fra tre mesi saranno ancora al lavoro o in mezzo a una strada. Ci sono famiglie monoreddito che vivono di questo lavoro e devono sapere se inziare a cercarsi un’altra occupazione. Fino ad oggi gli operai hanno mantenuto la parola: niente scioperi e città pulita, per quanto possibile con i mezzi a disposizione. Indietro però finora abbiamo ricevuto solo parole che se ne vanno con il vento: ne abbiamo sentite tante, ma di concreto oggi non c’è nulla, ancora solo troppi forse. Oggi non c’erano rappresentanti del Comune di Latina in assemblea, nonostante avessimo chiesto la presenza del sindaco: nemmeno un suo delegato. In caso di ulteriore mancata risposta, non escludiamo uno sciopero“.

S.B.

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