Tre suore sarebbero state “mandate in pensione” dal Comune di Latina che, con una lettera, ha comunicato alle tre religiose – insegnanti presso le scuole dell’infanzia paritarie di Borgo San Michele e Borgo Faiti – di astenersi da qualunque attività lavorativa per raggiunti limiti di età.

Una scelta da subito sottoposta a dure critiche: sotto la cenere brucia ancora il ricordo di quanto accaduto nei primi mesi del 2017 con la scuola paritaria di Borgo Carso, per la quale il vescovo Crociata aveva chiesto tempo ma che è alla fine è stata statalizzata dal Comune.

Una battaglia ideologica portata avanti dal sindaco di Latina Coletta e da Lbc contro le scuole materne gestite dalle suore sul territorio comunale”. E’ il pensiero di Salvatore De Monaco (MSI-Destra Nazionale) in merito alla notizia che il Comune ha deciso di interrompere unilateralmente per sopraggiunti limiti di età il rapporto con tre suore che insegnavano nelle scuole dell’infanzia di Borgo San Michele e Borgo Faiti.

“Una situazione che non può che suscitare sgomento e preoccupazione – afferma in una nota – in primo luogo non si tiene conto della convenzione ancora vigente del ’97, confermata poi con delibera di consiglio comunale dal Commissario Barbato, che fissava a 70 anni l’età per la cessazione del servizio delle religiose, proprio per il loro particolare impegno nei confronti dei piccoli alunni.

Sarebbe dunque stato necessario un passaggio formale in Consiglio Comunale e non una semplice lettera per modificare le norme vigenti. In secondo luogo si conferma ancor di più la battaglia ideologica della sinistra estrema rappresentata da Coletta che tenta in tutti i modi di estirpare radici e valori fondanti della nostra comunità, senza tenere in alcuna considerazione la continuità didattica e i rapporti instaurati sul territorio. Infine è palese il tentativo di statalizzazione coatta delle scuole paritarie, da sempre vanto e fiore all’occhiello della nostra comunità cittadina e dei nostri borghi”.

Poi un ultimo affondo, decisamente duro: “Un tentativo – spiega De Monaco – iniziato già lo scorso anno e che proseguirà anche nei prossimi anni, sotto la spinta e l’interesse di accrescere il potere e il prestigio di quei dirigenti scolastici presenti nelle fila di Lbc e che oggi siedono sui banchi del consiglio comunale”.

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