Chissà cosa avrà pensato in cielo della sconfitta per sei a zero del suo amato Latina a Rieti nella prima giornata del campionato di serie D. Ughetto Masullo ci ha lasciato in punta di piedi due anni fa, sono stati in molti a ricordarlo. Un personaggio del tutto particolare che ha lasciato il segno nel mondo del calcio. Gestiva un negozio di alimentari sulla statale 148, ma al bancone preferiva lo stadio, sempre in camice bianco.
La sera telefonava a tante tv e radio private per discutere in diretta di calcio dal colore nerazzurro, era oggetto di tanti scherzi ed imitazioni, specialmente da parte del poliedrico fotografo Francesco Mennella. Ughetto ha speso tante lire in favore del Latina.
Tanti anni fa un ufficiale giudiziario arrivò la mattina presto per “cacciare” i giocatori pontini da un appartamento visto che il club era moroso, Ugo si presentò con denaro contante e la storia fini immediatamente.
La sua generosità era proverbiale, quando partiva un pullman con a bordo i ragazzi del settore giovanile e i suoi panini imbottiti erano d’obbligo. Di trasferte al seguito del Latina ne ha fatte migliaia, a bordo di auto sgangherate, spesso catorci. La sua voce rauca era un segno inequivocabile quando ti telefonava: <Paolo, ho una cordata pronta per comprare il Latina>.

Ugo Masullo, per tutti Ughetto, s’è arreso due anni fa alla malattia che nel tempo lo aveva debilitato. Lui e il Latina per oltre sessant’anni sono stati una cosa sola, una simbiosi totale vissuta prima da appassionato, poi da dirigente. <Chi ha il cuore nerazzurro non muore mai e io il cuore ce l’ho proprio nerazzurro>, diceva all’infinito con la sigaretta perennemente tra le labbra. E’ arrivato a Latina da Cava de’ Tirreni a 12 anni, ha visto lo stadio ed è stato amore a prima vista.

Paolo Iannuccelli

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