La mia solitaria fierezza” è il titolo del libro che Mario Leone ha dedicato ad Altiero Spinelli, un volume basato sui documenti, inediti, del confino politico a Ponza e Ventotene custoditi presso l’Archivio di Stato di Latina. Pubblicato dalla Atlantide editore di Latina, giovane casa editrice diretta da Dario Petti, il testo verrà presentato la prima volta a Ventotene in piazza Castello presso la libreria “Ultima Spiaggia” di Fabio Masi, lunedì 4 settembre alle ore 21:30. L’iniziativa che gode del patrocinio del Comune di Ventotene, vedrà la partecipazione oltre dell’autore, di Giorgio Anselmi e Federico Brunelli, rispettivamente presidente e direttore dell’Istituto di studi federalisti “Altiero Spinelli”, dell’editore Dario Petti e della direttrice dell’Archivio di Stato di Latina Marilena Giovannelli.

Verso la fine degli anni ’30 del secolo scorso, sulle isole pontine si spendeva la vita di tanti condannati dal Regime fascista. Tra questi anche Altiero Spinelli, uno dei padri dell’Europa unita, condannato a più di 16 anni di carcere, limitato nella libertà sulle isole di Ponza prima e di Ventotene dopo, Altiero Spinelli ha attraversato la storia italiana ed europea diventandone uno dei protagonisti assoluti.

Altiero Spinelli

Era il 18 agosto del 1943 quando Spinelli, di nuovo libero, lasciava Ventotene. Nelle sue parole il senso di un’esperienza che lo avrebbe segnato per la vita intera: “Guardavo sparire l’isola nella quale avevo raggiunto il fondo della solitudine, mi ero imbattuto nelle amicizie decisive della mia vita, avevo fatto la fame, avevo contemplato come da un lontano loggione la tragedia della seconda guerra mondiale, avevo tirato le somme finali di quel che ero andato meditando durante sedici anni, avevo scoperto l’abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensar pulito, l’ebrezza della creazione politica, il fremito dell’apparire delle cose impossibili”

L’introduzione di Mario Leone e le interviste agli studiosi Edmondo Paolini e Piero Graglia conducono per mano il lettore nella vita al confino di Spinelli e nel pensiero da lui maturato in quel periodo, che lo condusse “alle porte della città democratica” e dove realizzò il “Manifesto di Ventotene”.
Uno stile agevole e divulgativo, dove la narrazione biografica si intreccia con la documentazione della polizia che sorvegliava costantemente il confinato, riprodotta nel libro con scansioni digitali. Un lavoro che mira anche a restituire visibilità ai preziosi documenti contenuti nei fascicoli personali di Spinelli conservati presso l’Archivio di Stato di Latina.

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