Ci siamo. Domenica 27 agosto, alle 20, a Cala Caparra, terza edizione della rassegna enogastronomica <Ponza in Tavola>, ideata da Franco Schiano, Monia Sciarra, Massimo Casalino. I presenti alla kermesse pagheranno i tanti ristoratori presenti usando i tornesi, moneta del Regno delle Due Sicilie, che verranno cambiati con l’euro in un apposito stand. Presenti anche espositori dell’isola gemella di Ventotene.

Pesce e legumi sono gli ingredienti principali dei piatti tipici di Ponza. Tra i primi piatti spiccano gli spaghetti con il granchio fellone, dedicato agli appassionati di crostacei. La polpa del granchio, in questo piatto isolano, si sposa con aglio, prezzemolo e pomodorini. Linguine all’aragosta agli scampi. Non si può lasciare Ponza se non si è prima assaggiato questo piatto tipico. Le aragoste appena pescate diventano il gusto distintivo di un sugo a base di aglio, prezzemolo, pomodorini e vino bianco. Tra le cose da mangiare a Ponza la zuppa di lenticchie, tipico piatto di terra che ha come ingrediente principale le lenticchie. Usate spesso anche le cicerchie.

I secondi piatti sono tanti. I ristoranti offrono un’ampia scelta sui piatti a base del pescato del giorno: calamari, pesce spada, dentici, pezzogne, rane pescatrici, aragoste, alici, polpi… Da assaggiare il coniglio alla ponzese. Una ricetta gustosa che abbina il sapore del coniglio con aglio, alloro, vino e pomodorini. Alle Forna è un vero e proprio “cult”, così come i calamari ripieni. Una delizia. La cianfotta è una ricetta napoletana: un insieme di verdure e ortaggi cotti assieme (peperoni, melanzane, zucchine, patate e cipolle).

I dolci dell’isola sono pochi ma eccellenti. Il casatiello ponzese è tutto da gustare, una ricetta partenopea rivisitata dagli isolani per servire da dessert o da accompagnamento per la colazione. E’ tradizione del periodo pasquale. Un altro dolce è la zeppola: un preparato a base di farina, sale, latte e liquore di anice.

A Ponza si beve ottimo vino, anche spumante. Tra tutti i vini ponzesi spicca il Fieno, le cui viti battute dal vento marino e cresciute sulle rocce, danno un bianco profumato. Sull’isola si coltivano anche Malvasia, Biancolella, Dragonara e Moscato.

Paolo Iannuccelli

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