Un’aggressione sfociata in omicidio. E’ questa la ricostruzione fatta dai carabinieri della compagnia di Formia e confermata dall’autopsia sul corpo di Giuseppe Langella, autotrasportatore formiano di 50 anni, trovato morto nell’abitazione che condivideva con Andrea Tamburrino, 42 anni, da subito il primo sospettato per l’omicidio, nonostante fosse stato ritrovato agonizzante nella villa di Via Giovenale in seguito ad un tentativo di suicidio.

Per quest’ultimo, già noto alle forze dell’ordine per altri precedenti, a seguito dei quali dallo scorso 21 dicembre 2016 è già rinchiuso in carcere per una pena residua da scontare di 6 anni, 6 mesi e 21 giorni di reclusione, l’accusa è di omicidio preterintenzionale. “L’aggressore – ricostruiscono i militari dell’Arma – cercò da subito di sviare le indagini cercando di ripulire le tracce del crimine poco prima commesso. Tuttavia, grazie anche all’apporto fornito dal personale specializzato del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Latina e del Ris di Roma, venivano evidenziate tutte le tracce che hanno consentito di cristallizzare il pestaggio subìto dalla vittima. I carabinieri, con un notevole sforzo investigativo, non hanno lasciato nulla di intentato. Attraverso l’esame dei dispositivi informatici e telefonici utilizzati dai sospettati e l’escussione delle persone informate sui fatti venivano vagliate accuratamente le ore quelle concitate ore del delitto nonché analizzata la personalità e ogni aspetto della vita dei due personaggi coinvolti”.

Questa mattina i carabinieri – che hanno condotto le indagini sotto la direzione della dott.ssa Chiara D’Orefice della Procura di Cassino – hanno notificato il provvedimento cautelare, firmato dal Gip del Tribunale di Cassino, Massimo Lo Mastro.

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