Per l’omicidio di Nicoletta Diotallevi, 59 anni, è stato fermato il fratello della vittima, Maurizio, 62enne che con lei divideva un appartamento in via Guido Reni. L’omicidio sarebbe avvenuto in casa.

A tradire l’uomo sono state le telecamere della videosorveglianza di un esercizio commerciale, che l’hanno ripreso uscire di casa con un grosso sacco e poi gettare le gambe – dopo essersi avvicinato con l’auto – nel bidone della spazzatura di via Maresciallo Pilsudski. Era circa l’una e trenta della notte di Ferragosto.

E’ in quel cassonetto che la sera stessa alle 20, le gambe della donna sono state ritrovate dalla ragazza nomade. Erano recise dal resto del corpo, con un taglio netto (forse con un’accetta) all’altezza dell’inguine: altre parti del cadavere sono state ritrovate dalla Polizia in un altro bidone sotto casa dei due fratelli, in via Guido Reni, mentre gli effetti personali della vittima sarebbero stati trovati in un terzo cassonetto in via Pannini. I tre contenitori – ora sequestrati – si trovavano a distanza di circa un chilometro di distanza l’uno dall’altro.

A scoprire le le due gambe in via Maresciallo Pilsudski era stata ieri sera intorno alle 20 una ragazza di origine nomade: ha aperto il cassonetto per rovistarci dentro (e non per gettare l’immondizia, ndr) ed ha visto spuntare gli arti del cadavere, a quanto sembra legati tra loro con del nastro adesivo da pacchi. La giovane si è sentita male dopo il macabro ritrovamento, ma è riuscita comunque ad avvisare le forze dell’ordine.

Il fratello della vittima, in mattinata, è stato a lungo interrogato dalla Polizia. A quanto sembra, l’uomo avrebbe confessato l’omicidio: i due spesso litigavano per motivi di soldi ed il movente sarebbe stato l’ennesimo diverbio per un prestito negato da parte della sorella, l’unica dei due che lavorava.

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