I due amministratori di una ditta di Palestrina (Roma), operante nell’installazione e manutenzione di impianti termoidraulici e nei servizi, in carica nel periodo dal 2009 al 2015, erano stati denunciati alla Procura della Repubblica di Tivoli per omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi e di occultamento e distruzione delle scritture contabili obbligatorie.

In pratica, in base ai riscontri della Guardia di Finanza della Compagnia di Colleferro, sarebbero riusciti a nascondere al fisco 15 milioni di euro e ad evadere l’Iva per circa 1,7 milioni. Oggi il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Tivoli, su proposta della locale Procura della Repubblica, ha disposto il sequestro preventivo di una villa di lusso, di proprietà di uno dei due soci, finalizzato alla confisca “per equivalente” in relazione alle imposte evase, agli interessi e alle sanzioni.

“I finanzieri del comando provinciale di Roma, in mancanza delle scritture contabili e della documentazione amministrativa e commerciale di supporto, fatta sparite per ostacolare l’azione di accertamento, hanno dovuto ricostruire il giro d’affari dell’impresa – si legge in una nota – spulciando le varie movimentazioni sui conti correnti bancari riconducibili sia alla società che ai soci oltre che a ricorrere all’invio di questionari ai suoi numerosi clienti per risalire ai compensi da essi versati a fronte delle prestazioni ricevute. Determinanti per il dimensionamento del volume delle transazioni commerciali sono stati anche i dati esposti nei bilanci regolarmente presentati alla Camera
di Commercio dalla società”.

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