Girolamo Silverio Calisi, detto Cilormo

A Ponza non si parlava d’altro nel lontano 2007. E’ stato senza dubbio un uomo ammirato. In piazza Carlo Pisacane volevano tutti sapere qualcosa di più di quel ponzese emigrato in Sardegna, faceva parlare il giornale La Stampa di Torino per le sue doti di guaritore. I paesani hanno visto i telegiornali, sono rimasti incuriositi ed affascinati. Ancora un vanto per Ponza. Girolamo Silverio Calisi, noto come Cilormo, nato a Ponza il 20 giugno del 1914, la ricorrenza di San Silverio, ex pescatore, era sulla bocca di tutti. E’ deceduto nel 2009 tra il rimpianto generale.

I Calisi sono conosciutissimi a Ponza. Qualcuno è corse all’anagrafe per sapere il nome della mamma del guaritore: Maria Sandolo, così dicono i registri. Nessuno ad Arbatax – dove abitava – lo immaginava santo, ma in Sardegna ha fatto felice un po’ di gente. Cilormo non aveva commercialisti o fatturati in nero, non faceva pubblicità ingannevole. Non gli interessava il denaro perché non ha mai preteso un centesimo da nessuno.
E’ spirato povero e quasi cieco. Da quando aveva 13 anni abitava ad Arbatax, dove vivono centinaia di pescatori ponzesi, in via Bellavista in una casa color rosa, bassa e stretta. Viveva con una pensione sociale e qualche regalo delle persone che curava, con successo: buste di caffè, frutta, pesce, olio, grappa, salumi, formaggio. Rosy Brundu, laureata in Scienze politiche all’università di Cagliari, era affetta da una psoriasi cronica al cuoio capelluto: «Il mio cassetto era così pieno di tacalcitolo, retinoidi che ho buttato tutto». Cilormo non era un mago, ma ha risolto i problemi ad amici sardi, da lui vi era sempre la fila. Il primo «sanato ufficiale» è stato Giuseppe Piras detto Peppineddu, un pastore che i ponzesi (i Cristo, i Mattera e i Mazzella, gli Aversano, i Romano e i Calisi, i Musella, i Conte), sbarcati in Sardegna negli Anni Trenta per caricare carbone sulle motozattere, convertirono alla pesca. Cilormo, un giorno, centrò la ferita di un suo amico con uno sputo e lui, guarito, cominciò a saltare sulle acciughe. I due ripresero a scaricare scampi, calamari e sarde.
La vita di Cilormo – il ponzese nato il giorno di San Silverio il santo dei miracoli al quale i ponzesi sono molto devoti – è stata utile per molti suoi aficionados. La «terapia ufficiale» durava tre giorni. Per 72 ore al «paziente» era fatto divieto di mangiare carne di maiale e bere acquavite.

Paolo Iannuccelli

Un servizio tv dell’epoca:

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