La Lega volley lancia il sondaggio (“Il vostro pronostico sulla prossima SuperLega Unipolsai…”) e rispondono da Verona, Trento, Macerata, Piacenza, Perugia, Sora, ecc. Dicono che Latina sarà la sorpresa del prossimo campionato, che si piazzerà subito dietro le “quattro sorelle” Azimut, Lube, Diatec, Sir Safety. Se tutto andrà bene, aggiungono gli utenti del web.
Perché per fare un campionato di livello bisogna unire aspettativa e realtà, bisogna fare in modo che la rosa costruita durante il mercato estivo sia competitiva non solo sulla carta ma soprattutto sul campo. Tradotto ai minimi termini, bisogna pensare che Savani faccia il Savani, che Sottile faccia il Sottile, che Maruotti faccia il Maruotti (e anche un po’ di più). In sostanza che i valori tecnici vengano allo scoperto quando ci sarà da schiacciare, murare e difendere dalla seconda linea.

Tornando al sondaggio, chi non sognerebbe lo scudetto a Latina? “Sarà il campo a decidere, sarà il campo a dirlo”, lo ha detto Candido Grande qualche settimana fa quando la Taiwan Excellence non si chiamava così ma era comunque Top. Lo ripeteva in quanto dirigente responsabile del mercato, in quanto membro stesso della società anche se, crediamo, avrebbe voluto dire che sì, lo scudetto è un sogno, figuriamoci, il tricolore in questa città.

Per carità, è soltanto un sondaggio, una provocazione tra l’altro indotta, è volley d’agosto, teniamo i piedi per terra anche perché il sestetto di Di Pinto non è mai sceso sul traflex e sta giustamente pensando all’onda giusta da cavalcare. In ogni caso al Latina basterebbe una qualificazione europea e sarebbe un successo. Ma con questa squadra, con questa società solida che spesso ha colto i propri tifosi oltre le aspettative, che ha scoperto un mondo incantevole e monetariamente efficiente come quello orientale, sarà pure lecito lasciare aperto il cassetto dei sogni per dare aria almeno a uno di questi.

Vedremo. Nel frattempo deve fare piacere essere temuti dai simpatizzanti dei team concorrenti che mettono Latina subito dopo le grandi. È soltanto un sondaggio, certo, ma se seguito con la mentalità giusta può rappresentare molto di più, un monito inequivocabile.

Daniele Campanari

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