Giuseppe Simeone

Smantellamento dei Punti di primo intervento, Zingaretti tira dritto senza considerare le effettive esigenze dei territori. E a dimostrarlo è il decreto, datato 5 luglio 2017, in cui dietro la citata riorganizzazione delle rete ospedaliera del Lazio si celano in realtà solo l’ennesimo smembramento e sottrazione dei servizi. Entro il 31 dicembre 2018 secondo il piano biennale 2017 – 2018 stilato da Zingaretti i Punti di primo intervento saranno trasformati in postazioni del “118” medicalizzate. Questo significa – afferma il consigliere regionale Giuseppe Simeone – che in provincia di Latina dove ci sono ben sette PPI, sui 12 totali del Lazio, i presidi di Sezze, Cisterna di Latina, Cori, Priverno, Sabaudia, Gaeta e Minturno scompariranno lasciando spazio ad una ambulanza medicalizzata. Stiamo parlando di strutture che solo nel 2015 hanno registrato accessi record che vanno dai 5.200 del Punto di primo intervento di Priverno ai 6.000 di Cori, passando per i 9.600 della Casa della Salute di Sezze, i 10.000 di Sabaudia e Gaeta, fino ai 13.000 del PPI di Cisterna di Latina e i 21.000 di Minturno 21.000. Numeri talmente consistenti da non poter essere cancellati con un colpo di spugna. Numeri che dimostrano come la destrutturazione dei Punti di primo intervento significhi solo impoverire ulteriormente l’offerta sanitaria del territorio, già estremamente debole, con il risultato di intasare di codici bianchi i Pronto soccorso degli ospedali che già stentano a causa di carenze strutturali, di personale e posti letto, a far fronte all’ordinario”.

“Ad oggi – aggiunge Simenone – non esiste ancora una linea chiara in merito al futuro dei Punti di primo intervento salvo il fatto che saranno soppressi o reinseriti nel percorso delle Case della Salute non ancora realizzate. L’assistenza territoriale della provincia di Latina grazie a Zingaretti finirà sotto la scure dei tagli che sono, sinora, l’unica strategia che ha attuato per la sanità del Lazio”.

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